In occasione della Social Media Week vi proponiamo il corso SMERD (Social Media Expert Research & Development) che vi darà gli strumenti per diventare aspiranti-vice-aiuto-assistente-stagista Social Media Manager. I docenti del master sono tutti affermati professionisti e riconosciuti Media Guru Influencer.

Obiettivo del corso

Il corso si rivolge a chiunque voglia raggiungere obiettivi misurabili di engagement su piattaforme social attraverso l’implementazione di strategie di digital marketing che prevedano attività sia organiche che a pagamento in un contesto di Integrated Social Media Activities finalizzate al Brand Reputation Management.

Programma

  • Come fare screenshot degli Insights di Facebook
  • Quante foto di gattini è possibile pubblicare in un mese
  • “Perchè” vs “perché”: qual è il modo giusto di scriverlo

Iscrizione e costo

Con la formula “J.a.m.m. B.e.l.l.” (Joomla Activation Media Manager Brand Email Lead Learning) se ti iscrivi entro 10 minuti dalla lettura di questo post avrai il corso al prezzo scontatissimo di 200€ (2.200€ per tutti gli altri). I prezzi sono da intendersi esclusi di iva, pasti, penna Bic e fogli A4, più una colletta con offerta a piacere per coprire i costi della connessione a internet.

I nostri docenti

Rosalia Caccavale

Rosalia-Caccavale

Rosalia Caccavale vive nell’empireo del web 2.0 dal 2014. Dopo una laurea in Scienze dei Nuovissimi Media Intergalattici ha dedicato 10 anni all’ascolto di conversazioni web (Msn e Badoo) fidanzandosi per ben due volte con assistenti universitari sposati e padri di famiglia. Ama i gatti. Autrice di “SEO per pastiera” e “50 sfumature di Pinterest”.

Mimmofranco Cicolone

Mimmofranco-Cicolone

Mimmofranco Cicolone di Baronissi (SA) ha conseguito un 18 in Scienze dell’Informazione nell’ambito del corso di Laurea di Sociologia della Saccenza. Conosce le funzionalità Ctrl-C e Ctrl-V per Power Point. Scrive recensioni e commenti anonimi per il forum BimbominkiaOnline.

Sigismonda Sprezzan de Lollis

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Sigismonda Sprezzan de Lollis, rampolla dell’omonima dinastia di armatori navali ed ex maestra d’asilo con l’hobby del Lexotan, è da oltre vent’anni la massima esperta italiana di stalkeraggio multipiattaforma. Autrice dell’ebook gratuito “Fare Personal Branding attraverso lo Stalking”.

Franchino Purciarotti

Franchino-Purciarotti

Franchino Purciarotti, 50 anni ad agosto ed esperto di start-up, si è appena trasferito da Soverato a Cosenza, lasciandosi alle spalle un Califfone modificato, tre pitbull e la pensione dei genitori, per sfruttare tutte le potenzialità della connessione Fastweb a casa di suo nipote fuoricorso presso la facoltà di Filosofia. Autore del blog Canifetenti che raccoglie foto, notizie e scommesse sui combattimenti di cani.

Cosa aspetti a iscriverti a SMERD? Attenzione però: i posti sono limitati! Lascia un commento qui sotto per proporre la tua candidatura. Ti ricontatteremo al più presto. Forse.

 

Opel lancia la nuova Astra con il claim “Spudoratamente di lusso”, e lo fa con una campagna televisiva memorabile per aver creato il bambino più antipatico nella storia della pubblicità. Girano già diverse parodie su YouTube.

Glissiamo sul fatto di aver rappresentato il non-possessore di Opel come un bruttino stagionato mentre il possessore della Opel è un fotomodello vichingo e anche po’ #hipsterdelcazzo: qui siamo all’ABC della pubblicità. Vorrei invece spendere due parole sul rovesciamento dei significati, un’operazione retorica degna dei peggiori bari di Forcella.

Il proprietario della Opel Astra, una macchina da 17mila euro e oltre,  è raffigurato come un giovane di circa 25 anni che ha già un figlio di 10 anni a carico. Sicuramente ci sono in giro giovani che possono permettersi quella macchina del genere a 25 anni, ma nella realtà che conosco quasi tutti i 25enni o sono disoccupati o stanno lavorando con un contratto in scadenza nei prossimi 2-3 mesi.

opel astra pubblicità 1

Il capolavoro arriva però pochi secondi dopo, quando per promuovere il servizio OnStar di soccorso satellitare automatico viene raffigurata una giovane operatrice di call center che risponde alla chiamata del dispositivo installato sulla macchina: una giovane super pettinata, truccata alla perfezione e con un elegantissimo tailleur che, più che una lavoratrice su turni di una centrale operativa, sembra la nipote rampante di Letizia Moratti.

opel astra pubblicità 2

E allora benvenuti nel favoloso mondo della pubblicità, dove nulla è ciò che sembra. Dove il target (anche se 50enne, calvo e panzone) è rappresentato come un giovane irresistibile Adone, mentre chi lavora in un call center (che anche per comprarsi una Fiat Duna deve sobbarcarsi un mutuo) assomiglia a un vincentissimo membro dei giovani di Confindustria.

Se ogni tanto bazzicate le reti Mediaset vi sarete imbattuti in questa pubblicità della coroncina elettronica della DIVINA MISERICORDIA. Ben 90 secondi di advertising applicato alla fede, con tutti i presupposti per chiedersi se non si tratti di pubblicità ingannevole o circonvenzione d’incapace.

Pronti per lo spettacolo? Allacciate le cinture. Santi e madonne pronti per il decollo.

Ora, che voi siate atei anticlericali che mangiano preti a colazione al posto dei frollini, o che siate rigorosi seguaci della parola di Cristo, vi sarà scattato un campanello d’allarme del tipo mercanti-nel-tempio o ciarlatani-a-san-giovanni-rotondo. E dunque avrete una gran voglia di bestemmiare tutto il calendario da qui al 31 dicembre e viceversa, vero? Buoni, buone, tenete a freno i santi. Vale la pena ragionare bene prima di far librare madonne nell’aria. Quindi passiamo in rassegna i momenti salienti dello spot per analizzarlo in ogni punto.

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“La coroncina della Misericordia nasce dalle rivelazioni private di santa Faustina”. La santa è chiaramente il testimonial.

Gesu e madonna vanno di pari passo fino all'Inferno. Gesu e madonna vanno di pari passo fino all'Inferno

“Una richiesta da parte di Gesù”. E qui scatta l’endosement. 

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Esclusività: “L’unica e originale coroncina elettronica” include uno “speciale” messaggio di papa Francesco.

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Plus di prodotto: la voce registrata del papa.

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Demo su come si usa il prodotto: basta stringere al petto la coroncina per trovare conforto.

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Problema-soluzione: recitare la preghiera vi aiuterà a superare momenti difficili in famiglia (dove si mette in scena il figlio “trocato”).

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La promessa: “L’amore vince sempre su tutto, anche quando sembra impossibile”. Qui si allude al miracolo.

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Benefit: il figlio “addrogato” che vi torna a casa.

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Benefit secondario: “Riaccenderà in voi l’amore dimenticato” questa coroncina è meglio del Viagra.

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“Vi restituirà la vera gioia di vivere su questa Terra”. I testimoni di Geova ci fanno un baffo!

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Autorevolezza: “Curato e personalizzato dalle Edizioni Paoline di Roma”, con la benedizione di un vero Jedi, e che la Misericordia sia con te. 

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Packshot finale e call-to-action: “chiamate per chiedere informazioni” e finale inclusivo che ripete il plus “con la voce del nostro amato papa Francesco”.

Un capolavoro. Trash quanto volete, ma inattaccabile sotto il profilo logico. Forse un po’ debole sulla parte della Unique Selling Proposition, in quanto promette ben più di una cosa. Che altro aggiungere? Nei commenti al video su YouTube ci sono parecchie allusioni a dildo e vibratori per la forma del prodotto. E ora, date pure sfogo a preghiere o imprecazioni. O chiamate il numero in sovrimpressione per saperne di più e acquistare il vostro rosario elettronico.

Da parte mia, un solo pensiero: come per i Pennelli Cinghiale (per una parete grande non ci vuole un pennello grande, ma un grande pennello), per un rosario elettronico non ci vuole una bestemmia elettronica, ma un’elettrobestemmia.

Rosario-elettronico-coroncina-Deus-Volt-elettrobestemmia

 

 

 

Sulla polemica dei fan di Star Wars, su Carrie Fisher che invecchia male mentre Chewbacca è sempre fresco come un fiorellino col suo solito odore di cane bagnato, non mi esprimo. Ma sul finale con l’apparizione di Luke Skywalker, non posso non notare con sgomento che l’attore altri non è che Gianfranco Funari. Preparatevi allo shock.

Luke-Skywalker-Gianfranco-Funari-guerestellari

In principio erano 140 caratteri. Ah no, quello era il Verbo. Ma sempre di parole si tratta. Gesù faceva storytelling con le parabole. I Dieci Comandamenti sono 10 headline memorabili. La parola è sempre stata lo strumento più potente per convincere e persuadere.

Convèrtiti, utente infedele!

Chi fa web marketing – e anche chi non lo fa – deve fare i conti con le conversioni. La conversione si ha quando un utente, raggiunto da una azienda, compie l’azione richiesta dall’azienda stessa (acquistare oggetti o servizi, cedere dati personali). Si ha la conversione, per esempio, quando una visita su una landing page si trasforma in vendita.

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Conversion of Saint Paul Artist Unknown Niedersaechsisches Landesmuseum, Hannover, Germany

In pratica è come quando il prete suona alla porta per benedirvi la casa. Se gli aprite e gli permettete di schizzare acquasanta© sul parquet e sui preziosissimi quadri che avete appesi, e se gli lasciate una mancia, allora si è avuta una conversione.

Se poi dalla domenica successiva cominciate ad andare in chiesa e a lasciare offerte, allora siete utenti fidelizzati. Et voilà, Internètt ha fatto ‘o miracolo.

Fate la religione, non fate la guerra

Il marketing usa da sempre il gergo militaresco: studiare la strategia, pianificare campagne, raggiungere il target, lanciare un prodotto (come se fosse una bomba). Il campo di battaglia è sempre stato il salotto col televisore, la strada coi cartelloni pubblicitari e il negozio con le offerte. Con gli smartphone la cosa diventa un po’ più intima. Folle di pendolari curvi sui telefoni, come penitenti in clausura chiusi su se stessi, cercano informazioni e notizie dagli amici, in una dimensione intima, quasi spirituale.

Brains-smartphone-zombie

Dal punto di vista oggettivo, l’attività di un utente ha poco di mistico e molto di misurabile: chi si occupa di monitorare l’andamento delle campagne online ha gli strumenti per fare analisi e report. Ma dal punto di vista di chi crea contenuti, la cosa ha anche altre implicazioni. Scrivere vuol dire creare. E nelle “cose creative” la logica serve a poco. Diventa obbligatorio saper toccare le corde più intime, suscitare emozioni per parlare a questi zombie (che mi fanno sempre perdere la metro un attimo prima che la porta si chiuda). Non basta che guardino la vostra pagina web: devono convertirsi da visitatori a fedeli.

Serve sensibilità, intuito e ispirazione, oltre allo studio e all’impegno che sono la base di ogni buon lavoro. Un grande in bocca al lupo a tutti i web-cosi e a chiunque si occupi di scrittura sul web.

Nb: post scritto sull’interscambio della metro tra la linea verde e la rossa.

Dall’Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, è arrivato a Sesto San Giovanni Roberto Giacobbo. Un incontro con due metri d’uomo che, come non tutti sanno, oltre ad essere autore e presentatore di Voyager è anche vicedirettore di Rai Due. Grazie agli amici di AmikAj, adesso il progetto Biosfere è vivo e vegeto e cammina sulle sue gambe. Fino alla fine di gennaio al Centro Sarca.

 

Questa è la showreel di Antiorario. Felice di conoscervi, Silvia e Simon.

Keep up the good work!

La notizia è che il Cinema Apollo di Milano chiude i battenti per fare spazio al prossimo megastore Apple. L’altro giorno mi sono imbattuto per strani casi del telecomando nel mega evento Capitani Coraggiosi trasmesso in tv da Rai Uno con Baglioni e Morandi. La regia inquadra il pubblico: quasi uno su due aveva il telefonino puntato sul palco per riprendere lo spettacolo… seguendo lo spettacolo dal display! Ora, se questo è il pubblico, la gente, se questi sono i clienti – e se dobbiamo seguire la regola che il cliente ha sempre ragione anche quando non sa di avere torto – non ci resta che accettare l’inevitabile e confessare che sì, ce lo meritiamo il megastore della Apple al posto del cinema.

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